Musica Su iPhone

Probabilmente gli utenti di iPhone non sapevano di poter alzare così tanto il volume. Un utente Twitter  ha svelato il trucchetto per migliorare le prestazioni degli altoparlanti: basta andare su ‘settings’, scegliere ‘music’, digitare ‘EQ’ e infine cliccare ‘Late Night’ dalla lista, il tutto mentre la musica sta suonando. 

Non è come averlo infilato nelle casse ma il volume risulta comunque molto più alto del normale. Il web ringrazia sentitamente.

le patatine creano dipendenza

Ne mangi un po’, chiudi il pacchetto promettendo di non aprirlo più fino a domani, e mezz’ora dopo sei lì che lo riapri. Le patatine sono una dipendenza e non fanno per niente bene alla salute, ma sono irresistibili grazie al trio sale-zucchero-grasso.
Il sale al primo contatto con la lingua fa esplodere il sapore, il grasso dell’olio in cui le patatine sono fritte manda piacere al cervello tramite il nervo trigemino, lo zucchero rende le patatine più attraenti. Sono i tre ingredienti che cercavano i nostri antenati per assicurarsi cibo energetico.
Il cervello dei dipendenti da patatine funziona come quelli dei tossici o degli alcolisti, davanti alla ‘roba’ si comporta nello stesso identico modo. Rientra nel sistema di ricompensa cerebrale, che in ogni individuo funziona diversamente: i comportamenti risultati utili a soddisfare i bisogni organici sono gratificati e rinforzati attraverso la connotazione emotiva del piacere, perciò siamo indotti a ripeterli.
Nelle patatine è importante sia il gusto che la croccantezza. Più rumore fanno più le vogliamo e più ci piacciono. Sono così facili da mangiare che lo stomaco non ha il tempo di comunicare al cervello la sua sazietà.
Ormai si vendono in confezioni giganti e a tutti i gusti, dolci, salate, amare, piccanti. Niente è lasciato al caso, nemmeno la forma, vedi la curvatura delle ‘Pringles’, e i testimonial che determinano il target dei consumatori. Le patatine in America contribuiscono più di qualsiasi altro alimento alla obesità.
I carboidrati raffinati sono il 50% e alterano il glucosio nel sangue e i livelli di insulina. Creano squilibri perché aumentano la sensazione di fame e di insoddisfazione. Inoltre la frittura ad alte temperature produce acrilamide tossica. Questi fattori possono portare a diabete e attacchi cardiaci.
Aggiungiamoci che il sale ci fa salire la sete e che, invece di bere acqua, che funziona da bilanciamento, ci accompagniamo con l’alcol. Molte aziende produttrici (Pringles inclusa) usano il glutammato monosodico, additivo per dare più sapore, che negli esperimenti sugli animali ha causato problemi renali e comportamenti depressivi.

Il ciclo

Falsi miti sul ciclo mestruale ce ne sono a bizzeffe. Il processo fisiologico a ricorrenza mensile che accompagna le donne dalla pubertà alla menopausa è da sempre legato alle credenze più assurde: dal divieto di preparare la conserva di pomodoro al consiglio di non lavarsi i capelli. Tutte baggianate, a cui ora si aggiunge un aneddoto in più. Quello che associa i cambiamenti ormonali interni all’organismo femminile, durante il ciclo, a un’alterazione della facoltà cognitive. Ebbene: si tratta al momento di una correlazione priva di fondamento, sostiene oggi uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Behavioral Neuroscience.

Analizzando le informazioni raccolte, gli studiosi hanno stabilito che nessuno degli ormoni presi in considerazione ha avuto un effetto consistente e replicabile sulle attività cerebrali delle partecipanti.

Il risultato dimostra che “nonostante possano esserci delle eccezioni individuali, le funzioni cognitive femminili non vengono influenzate dai cambiamenti ormonali che si verificano durante il ciclo”. Un passo in avanti verso la conoscenza è compiuto, un altro mito sgretolato.

“La Terra è piatta”

“La Terra è piatta e il Sole le gira intorno”. È quanto sostenuto da una studentessa tunisina dell’Università di Sfax in una tesi di dottorato che riscrive le principali teorie sulla Terra e l’universo rispettando i versetti del Corano. Con il titolo “Il modello della Terra piatta, argomenti e impatto sugli studi climatici e paleoclimatici”, l’elaborato ha creato scalpore in tutto il Paese e nella comunità scientifica mondiale. Dopo settimane di polemiche, la commissione tesi della facoltà cui la giovane è iscritta ha deciso di respingere il lavoro incriminato e il ministero dell’Insegnamento superiore tunisino ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. Decisivo è stato l’intervento della fisica e docente Faouzia Charfi, che su Facebook ha invitato gli scienziati a reagire: “Non si può accettare che l’università non sia lo spazio del rigore scientifico, ma quello in cui la scienza è rifiutata perché non conforme all’Islam. Facciamo capire che la scienza non c’entra nulla con la religione”

Dal desiderio all’amore

L’AMORE abita nella testa, si sa da tempo. Il cuore lo abbiamo già scartato. La domanda è dove si trova precisamente, quali aree coinvolge. E soprattutto se sono le stesse interessate dal desiderio. Una risposta adesso c’è. L’amore e il sesso si sviluppano in due zone differenti del cervello, ma estremamente vicine. Così, come fosse una droga, il sentimento crea dipendenza. Non ci sono più dubbi: lo possiamo vedere per la prima volta sulla mappa cerebrale dell’amore 1, realizzata da un team internazionale di studiosi.

Jim Pfaus, psicologo canadese della Concordia University, e i suoi colleghi statunitensi e svizzeri hanno analizzato i dati di 20 diversi studi sul tema. Esaminando l’attività cerebrale di persone alle quali venivano mostrati video erotici o fotografie di partner, l’èquipe è stata in grado di localizzare le zone collegate all’amore e al desiderio. “I due stimoli – racconta Pfaus – attivano aree specifiche del cervello. Ma correlate l’una all’altra”.

Lo striato – una parte sottocorticale del telencefalo vicina all’insula – è il testimone del processo che trasforma il desiderio in amore, ma gli stimoli vengono registrati in due diverse zone. Il desiderio sessuale attiva la stessa area del “piacere” che viene stimolata dal cibo o dallo stesso sesso. L’amore invece colpisce nella zona del “condizionamento”, dove acquistano valore quelle cose o persone associati alla ricompensa o al piacere. “Il desiderio sessuale – continua Pfaus – si pone un obiettivo concreto, mentre l’amore è qualcosa di molto più astratto e complesso, indipendente dalla presenza fisica della persona amata”.

L’amore, agendo sulla stessa area che crea la dipendenza, ha quindi lo stesso effetto di una sostanza stupefacente. “L’amore è, di fatto, una dipendenza che nasce dal desiderio sessuale ricompensato”, chiarisce Pfaus. Questo significa che pur di avere amore si è disposti a tradire il proprio partner? No, rassicura lo studio: il sentimento innesca percorsi cerebrali che portano alla monogamia e al legame di coppia, inibendo alcune aree del cervello solitamente attivate dal desiderio sessuale.

Il cancro si curerebbe con il bicarbonato di sodio

Una buona notizia per tutti noi e una cattiva notizia per la case farmaceutiche. Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l’efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. Ecco il comunicato sul quale è scritto :”Il fondo da 2 milioni di dollari servirà a migliorare la misurazione sull’efficacia del bere bicarbonato di sodio nel curare il cancro al seno. E’ stato provato che bere bicarbonato di sodio riduce o elimina il diffondersi del cancro nel seno, nei polmoni, cervello ed ossa.”

In realtà, il bicarbonato di sodio è già utilizzato per la cura di malattie come l’influenza e il raffreddore; se assunto per via orale e transdermica, ecco che il bicarbonato potrebbe diventare una prima cura per iltrattamento del cancro, malattie renali, diabete.

La notizia non è priva di fondamento scientifico, anzi, è provata in questo documento della NCBI (National Center of Biotechnology Information)

In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei, non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato agirebbe come vero e proprio regolatore del pH influendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.

La scala del pH è come un termometro del nostro stato di salute, a tal punto che valori al di sopra o al di sotto di 7,35-7,45 possono segnalare sintomi di malattie o patologie gravi. Difatti, quando il corpo non riesce più a neutralizzare gli acidi, essi vengono trasferiti nei fluidi extracellulari e nel tessuto connettivo recando danni all’integrità cellulare.

Ovviamente un grado di pH del nostro corpo intorno ai valori 7,35-7,45 garantisce un giusto equilibrio fisico rendendoci più resistenti alle malattie. Questo significa che possiamo praticare la cosiddetta “cura del pH” avendo uno stile di vita sano ed alimentandoci nel modo giusto. Sicuramente, invece, per avere risultati nell’ambito delle cure per il cancro dovremo aspettare che le sperimentazioni siano portate a termine, cosa che procede a rilento a causa della mancanza di fondi soprattutto da parte delle case farmaceutiche.

 In quest’ultimo caso infatti la domanda è d’obbligo: quali sarebbero le ripercussioni per le case farmaceutiche? Sicuramente ne risentirebbero negativamente in quanto diminuirebbero domanda e consumi per medicinali chemioterapici, per la cura del cancro in genere, per la cura delle malattie come diabete e malattie più comuni come influenza e raffreddore. Un bel problema per le case farmaceutiche, un problema risolto per la nostra salute e per il nostro benessere.

Maschi imbranati

Perché gli uomini s’imbranano davanti a una donna e non succede il contrario? Lo spiega uno studio dell’Università olandese di Radboud pubblicato su Archives of Sexual Behaviour: quando un uomo incontra una donna per lui minimamente appetibile disperde buona parte delle sue risorse mentali a fantasticare se, come e quando potrebbe portarsela a letto e ciò compromette le sue performance cognitive perché gli fa sprecare un sacco di energie mentali nell’intento di farle buona impressione. Questa reazione, che nel linguaggio popolare viene definita da cascamorto, s’innesca anche se l’incontro non è reale, ma solo telefonico oppure virtuale via internet, su Facebook o su Twitter.

 Se poi l’uomo sa già prima di doversi incontrare con una donna il calo di prestazioni cognitive si verifica addirittura prima dell’incontro e negli annali della cinematografia non si contano le scene alla Woody Allen di appuntamenti galanti in cui il protagonista raggiunge livelli di imbranataggine impensabili. E la cosa interessante è che questo fenomeno si verifica indipendentemente dal fatto che l’uomo sappia o meno se la donna che è destinato a incontrare è bella o brutta, cioè, in termini psicosociali, se sia o meno una partner adatta all’accoppiamento. Il semplice fatto che si tratti di una donna è sufficiente, un risultato che tutto sommato va ad alimentare tante vecchie battute su quello che davvero interessa agli uomini.

La neve chimica

Nevica in Val Padana, ma i fiocchi non provengono dalle nuvole. E’ lo strano e raro fenomeno della neve chimica che si crea quando si verificano due condizioni: il grande freddo e l’inquinamento.  Succede nelle aree industriali padane. Si tratta di una precipitazione nevosa originata dalla nebbia in condizioni di basse temperature in presenza di sali e polveri e altre sostanze prodotte dalle industrie e dalle città. Le immagini si riferiscono a varie zone del Mantovano dove il fenomeno si protrae da qualche giorno. Per gli esperti, la neve chimica è la dimostrazione di come lo smog influisca sul clima.

Mangiare un terzo in meno mantiene giovane il cervello

Troppe calorie nel menu quotidiano “invecchiano” anche il cervello. Insomma, studio dopo studio la scienza conferma che il segreto di lunga vita in buona salute è proprio nello stile di vita a tavola. Ed è stata scoperta addirittura una molecola che protegge i neuroni dall’invecchiamento. Una molecola attivata proprio se si mangia meno.

La molecola anti-aging cerebrale l’hanno scovata ricercatori italiani. Dell’università Cattolica di Roma. La molecola si chiama Creb1, viene attivata da una dieta a basso contenuto calorico e funziona da direttore d’orchestra accendendo altri geni importanti per la longevità e per il buon funzionamento del cervello.

Non a caso Creb1 regola normalmente importanti funzioni cerebrali come la memoria, l’apprendimento e il controllo dell’ansia. E la sua attività diminuisce, o viene compromessa, proprio dall’età che avanza.

Fumo, 323 geni vanno in tilt

1139b63abc8.100.100Sono ben 323 i geni che «sballano» quando si fuma. Ovvero, mentre si gusta una sigaretta il nostro Dna cambia la sua normale attività e nel nostro organismo centinaia di geni stanno perdendo letteralmente la bussola, funzionando in modo anomalo perché «offuscati» dal fumo. È quanto emerge da uno studio appena pubblicato sulla rivista BMC Medical Genomics.

Le alterazioni trovate, scrivono gli autori, hanno una serie di influenze negative sul corpo, dal sistema immunitario a diversi processi legati al cancro, alla morte delle cellule e al metabolismo. «Si tratta di un lavoro interessante – commenta Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio Fumo alcol e droga dell’Istituto Superiore di Sanità – perché aggiunge informazioni sui meccanismi genetici e molecolari con cui il fumo scatena una serie di malattie». Oggi infatti conosciamo moltissime patologie fumo-correlate, ma in tanti casi ancora non sono chiari i meccanismi molecolari che le innescano. «Quando si fuma – prosegue Zuccaro -, si lasciano entrare nei polmoni e quindi, attraverso il sangue, in tutte le parti del corpo circa 4.000 sostanze, di cui 80 cancerogene come gli idrocarburi policiclici aromatici e le ammine aromatiche. Molti di questi composti sono note cause del cancro, provocando mutazioni alle cellule che favoriscono lo sviluppo di una neoplasia. Altre esercitano un tipo di tossicità diverso, e in parte ancora ignoto, ma comunque sono dannose».