le patatine creano dipendenza

Ne mangi un po’, chiudi il pacchetto promettendo di non aprirlo più fino a domani, e mezz’ora dopo sei lì che lo riapri. Le patatine sono una dipendenza e non fanno per niente bene alla salute, ma sono irresistibili grazie al trio sale-zucchero-grasso.
Il sale al primo contatto con la lingua fa esplodere il sapore, il grasso dell’olio in cui le patatine sono fritte manda piacere al cervello tramite il nervo trigemino, lo zucchero rende le patatine più attraenti. Sono i tre ingredienti che cercavano i nostri antenati per assicurarsi cibo energetico.
Il cervello dei dipendenti da patatine funziona come quelli dei tossici o degli alcolisti, davanti alla ‘roba’ si comporta nello stesso identico modo. Rientra nel sistema di ricompensa cerebrale, che in ogni individuo funziona diversamente: i comportamenti risultati utili a soddisfare i bisogni organici sono gratificati e rinforzati attraverso la connotazione emotiva del piacere, perciò siamo indotti a ripeterli.
Nelle patatine è importante sia il gusto che la croccantezza. Più rumore fanno più le vogliamo e più ci piacciono. Sono così facili da mangiare che lo stomaco non ha il tempo di comunicare al cervello la sua sazietà.
Ormai si vendono in confezioni giganti e a tutti i gusti, dolci, salate, amare, piccanti. Niente è lasciato al caso, nemmeno la forma, vedi la curvatura delle ‘Pringles’, e i testimonial che determinano il target dei consumatori. Le patatine in America contribuiscono più di qualsiasi altro alimento alla obesità.
I carboidrati raffinati sono il 50% e alterano il glucosio nel sangue e i livelli di insulina. Creano squilibri perché aumentano la sensazione di fame e di insoddisfazione. Inoltre la frittura ad alte temperature produce acrilamide tossica. Questi fattori possono portare a diabete e attacchi cardiaci.
Aggiungiamoci che il sale ci fa salire la sete e che, invece di bere acqua, che funziona da bilanciamento, ci accompagniamo con l’alcol. Molte aziende produttrici (Pringles inclusa) usano il glutammato monosodico, additivo per dare più sapore, che negli esperimenti sugli animali ha causato problemi renali e comportamenti depressivi.

Il ciclo

Falsi miti sul ciclo mestruale ce ne sono a bizzeffe. Il processo fisiologico a ricorrenza mensile che accompagna le donne dalla pubertà alla menopausa è da sempre legato alle credenze più assurde: dal divieto di preparare la conserva di pomodoro al consiglio di non lavarsi i capelli. Tutte baggianate, a cui ora si aggiunge un aneddoto in più. Quello che associa i cambiamenti ormonali interni all’organismo femminile, durante il ciclo, a un’alterazione della facoltà cognitive. Ebbene: si tratta al momento di una correlazione priva di fondamento, sostiene oggi uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Behavioral Neuroscience.

Analizzando le informazioni raccolte, gli studiosi hanno stabilito che nessuno degli ormoni presi in considerazione ha avuto un effetto consistente e replicabile sulle attività cerebrali delle partecipanti.

Il risultato dimostra che “nonostante possano esserci delle eccezioni individuali, le funzioni cognitive femminili non vengono influenzate dai cambiamenti ormonali che si verificano durante il ciclo”. Un passo in avanti verso la conoscenza è compiuto, un altro mito sgretolato.

Sex toys per uomini

Oltre alle vagine artificiali, calco delle famose porno star (e non) vediamo un po’ cosa c’è sulla piazza.

– Adjust ring è l’anello al silicone da posizionare alla base del pene. Serve per un’erezione su misura. Per la precisione “taylor-made erection”;
– Xtend boy è la guaina nera morbida che si “calza” e serve ad allungarvelo momentaneamente del 30%;
– Dib bang bang è il nome di un masturbatore coreano ipertecnologico che sembra una capsula di Prozac gigante. Ci vuole una laurea in ingegneria per capirne l’utilizzo;
– Jnaja è impronunciabile ma è un cockring sottile e performante. Disponibile in 8 misure e in due colori. Nero, va bene. Rosso mi dà da pensare;
– Rise è una sorta di maniglia. A me, tanto signora in stile Mrs Doubtfire, ricorda una presina per tegami bollenti. Al posto del manico però si inserisce altro. Vibra, è waterproof e ha il cavo usb per la ricarica;
– Svr sarà sicuramente un acronimo della ditta giapponese che lo produce. Sembra un elegante portachiavi, pesa solo 25 grammi ed assomiglia ad una lente – in questo caso senza vetro – da investigatore privato. Anziché rilevare impronte digitali, si “indossa” e con le sue 7 modalità di vibrazione, garantisce un piacere unico;
– Nuo suona come la negazione di uno dei Pooh, invece è un massaggiatore prostatico con cui si gioca a distanza: basta scaricare l’applicazione o attivare la penna in dotazione che funziona come la bacchetta di un direttore d’orchestra.

Il top degli oggetti del piacere che ha vinto una sfilza di premi sia per il design, sia come uno dei migliori sex toys maschili 2016, si chiama Xpander: è il risultato di una ricerca condotta da urologi e sessuologi tedeschi e consiste in uno stimolatore ergonomicoche si comprime fino al 50% per dilatarsi successivamente e assicurare il massimo del piacere in tutta la sua… pienezza. E’ garantito 10 anni.

L’amore è come il cioccolato: crea dipendenza

L’amore è come il cioccolato: crea dipendenza. Banale? Forse. Ma una somiglianza tra la barretta di cacao e il cuore c’è: tutto bene finché ne puoi mangiare a volontà; cominciano i guai se smetti da un giorno all’altro; sono dolori quando sei costretto a farlo e non lo scegli.
Basta un pezzetto di cioccolato — nella fattispecie incrociare per caso l’ex amore della vita anche solo di sfuggita o per uno di quegli inutili chiarimenti definitivi (e mai definitivi) — per desiderare di farne fuori dieci confezioni all’istante. Helen Fisher arriva a dire, ma è una provocazione, che «l’amore romantico fa molto di più di una dose di cocaina: se non altro, l’effetto della cocaina passa; l’amore romantico diventa un’ossessione». Il che lascia poche speranze.

Sul Guardian, però, il neuroscienziato Dean Burnett ha dato un senso ai pomeriggi buttati via a ciondolare tra il divano e il letto, con il telefono acceso, ma silenziato, e le tapparelle abbassate, svolgendo come unica attività di concetto quella di soffiarsi il naso. Lui scrive, citando lo studio sulle Basi neurologiche dell’amore romantico di Andreas Bartels e Semir Zeki, che quando siamo innamorati aumenta la produzione della dopamina e dell’ossitocina, che sono i neurotrasmettitori della felicità. Si innesca, cioè, un meccanismo di ricompensa che associa queste due molecole alla vista del partner. In assenza del partner, dobbiamo fare a meno anche della ricompensa.

È il cervello, bellezza, e tu non ci puoi far niente. Non a caso Burnett ha intitolato il libro in cui se ne occupaThe Idiot Brain. «Però una cosa bisogna sottolinearla», spiega il suo collega Alessandro Perin, neurochirurgo dell’Istituto Carlo Besta di Milano. «Dobbiamo ricordare chi copia chi. Sono le sostanze tossiche che battono gli stessi circuiti vitali del piacere e non viceversa. Quando siamo innamorati ossitocina, dopamina e serotonina vanno a spegnere la reazione di attacco e di paura dell’amigdala. Se cala la loro produzione, entriamo in astinenza».

Raffaele Morelli, dopo decenni di cuori infranti ricomposti nel suo studio milanese, riconosce l’infallibilità di un solo modo, per venirne fuori. «Come per le droghe, bisogna smettere di colpo, immediatamente, rompendo qualunque tipo di collegamento con l’altro, senza più frequentare gli stessi posti o gli stessi amici. È la nostra grande occasione per chiudere e ricominciare. Il dolore, se lo accogliamo senza ragionamenti, come arriva se ne va».

Smettere di fumare conviene: i 10 motivi

ENTRO 20 – 30 MINUTI si normalizza la pressione arteriosa e si normalizza il battito cardiaco torna normale la temperatura di mani e piedi

ENTRO 8 ORE - riduzione del tasso di anidride carbonica nel sangue fino ad un livello fisiologico si normalizza il livello di ossigeno nel sangue

ENTRO 12 ORE - i polmoni iniziano a funzionare meglio

ENTRO 1 GIORNO - migliora la circolazione e si riduce il monossido di carbonio nei polmoni

ENTRO 2 GIORNI - iniziano a ricrescere le terminazioni nervose e migliorano i sensi dell’olfatto e del gusto

ENTRO 3 GIORNI - si rilassano i bronchi, migliora il respiro e aumenta la capacità polmonare

DOPO 1 SETTIMANA - diminuisce il rischio di attacco cardiaco,

DA 2 SETTIMANE a 3 MESI - migliora la circolazione e camminare diventa sempre meno faticoso

DA 3 a 9 MESI - diminuiscono affaticamento, respiro corto, e altri sintomi come la tosse aumenta il livello generale di energia

ENTRO 5 ANNI - la mortalità da tumore polmonare per il fumatore medio (un pacchetto di sigarette al giorno) scende da 137 per centomila persone a 72.

ENTRO 10 ANNI - le cellule precancerose vengono rimpiazzate e diminuisce il rischio di altri tumori: alla bocca, alla laringe, all’esofago, alla vescica, ai reni e al pancreas.

DOPO 10 ANNI - la mortalità da tumore polmonare scende a 12 per centomila che é la normalità; praticamente il rischio di decesso per tumore polmonare è paragonabile a quello di una persona che non ha mai fumato.

DOPO 15 ANNI - I principali indicatori di rischio sono rientrati nella normalità

Sette alimenti dannosi

PATATINE FRITTE E FRITTURA DEI RISTORANTI
I ristoranti utilizzano oli poco salutari come l’olio di palma. Inoltre gli oli vengono utilizzati per diverse fritture. La frittura genera l’acrilamide, riconosciuto come un elemento cancerogeno. Quindi niente patatine dei fast food e niente patatine surgelate.

BEVANDE GASSATE
Apportano solo sostanze di sintesi, zucchero bianco sbiancato, dannoso per il sistema immunitario. Inoltre, la produzione delle lattine è dannosa per l’ambiente. Infatti per fare una lattina ci vogliono sei mesi di tempo a partire dall’estrazione della bauxite in Australia.

MERENDINE INDUSTRIALI E ALIMENTI CON OLI IDROGENATI
Gli oli idrogenati sono dannosi per l’organismo e giovano solo al produttore che conserva una merendina nei magazzini per mesi senza che si deteriori o perda la sua morbidezza.

SCATOLAME
Tutto ciò che c’è in scatola è un cibo scadente, che ha passato diverse fasi di produzione e che quindi, in termini ambientali, ha un considerevole impatto. Molto più soddisfacente preparasi delle pietanze.

CARNE, WURSTEL
Mangiamo troppa carne, prodotta negli allevamenti intensivi che sono una delle principali fonti d’inquinamento al mondo. Alimentiamo i bovini a cereali per ingozzarli, li riempiamo di antibiotici, nonostante siano ruminanti e per natura debbano mangiare erba e fieno. Coltiviamo enormi distese di cereali per sfamare gli animali, quando un miliardo di persone muore di fame. E’ un paradosso, totale.

DOLCI PIENI ZEPPI DI ADDITIVI
La maggioranza dei dolci sono stracarichi non solo di zucchero bianco ma anche di sostanze di sintesi e tossiche come i coloranti e i conservanti. Si possono preparare dei meravigliosi dolci in casa e gli additivi possono restare sugli scaffali.

LATTE E FORMAGGIO DA ALLEVAMENTO INTENSIVO
Come per la carne, la maggioranza del latte e dei derivati in commercio proviene dagli allevamenti intensivi. Nel latte ci finiscono gli antibiotici e in alcuni casi, se gli animali soffrono di mastite, il loro pus. Il latte può essere sostituito con bevande a base di soia, non ogm e biologica. Stesso discorso per le uova. In questo caso, una scelta etica è quella di scegliere prodotti biologici da allevamenti non intensivi.

Olimpiadi. il doping

Il doping è stato da sempre uno dei principali problemi delle Olimpiadi. Gli atleti antichi cercavano di migliorare le loro prestazioni mangiando testicoli crudi di animali per avere una spinta ormonale ed ottenere risultati di alto livello nel corso delle gare. Agli inizi del XX secolo, si iniziarono a usare droghe al fine di ottenere risultati migliori.L’unica morte per doping avvenuta durante le Olimpiadi fu ai Giochi di Roma 1960, nella corsa di bici su strada. Il danese Knud Enemark Jensen cadde dalla sua bici e più tardi morì. L’autopsia rivelò che l’atleta era sotto l’influenza di anfetamine.

I test anti-doping furono introdotti dal CIO a partire dai Giochi del 1968. Il primo atleta ad essere trovato positivo fu lo svedese pentatleta Hans-Gunnar Liljenwall, nel corso dei Giochi Olimpici di Città del Messico 1968, e perse la medaglia di bronzo. Settantatré atleti seguirono Liljenwall nei successivi 38 anni, tra cui molti medagliati. La squalifica per doping più nota è quella del velocista canadese Ben Johnson, che vinse i 100 metri a Seul 1988. Fu trovato positivo agli steroidi anabolizzanti.

Con le bugie stress assicurato

LA FAVOLA di Pinocchio lo spiega da tempo. Anche le mamme, fin dai primi anni di vita, raccomandano ai figli di “non  dire bugie”. E si sa che alla fine sono loro ad avere sempre ragione. Ora uno studio ci spiega che alla lunga mentire fa male alla salute.

I ricercatori hanno scoperto che più si mente, peggio si sta, non solo dal punto di vista mentale, ma anche a livello fisico. Le persone poco sincere si ammalano di più. E’ più facile per loro aver mal di testa, la gola infiammata, sentirsi depressi, tesi o stressati. Perché dire bugie sembra far male al corpo, ma anche allo spirito. Gli studiosi hanno diviso i volontari in due gruppi. A uno è stato raccomandato di non mentire mai, a nessuno e per nessuna ragione. Potevano omettere la verità, rifiutarsi di rispondere alla domanda, decidere di custodire un segreto, ma non dire bugie. L’altro gruppo, invece, si è rimesso al responso del detector di menzogne, senza aver ricevuto istruzioni particolari. Gli psicologi hanno osservato che, in entrambi i gruppi, le persone più sincere vivevano meglio. A un minor numero di menzogne settimanali corrispondevano migliori condizioni di salute percepita.

L’equazione “meno menzogne uguale più salute” è risultata particolarmente solida nel gruppo al quale era stato chiesto di dire sempre la verità.

“Sapere di poter dire la verità abbatte i livelli di stress, mentre vivere un conflitto interiore che porta alla menzogna aggiunge un carico pesante di tensione alla vita quotidiana”
Da qui a predicare l’onestà come terapia, avvertono però gli specialisti, il passo sarebbe azzardato. “E’ sicuramente un obiettivo lodevole che vi siano persone più schiette e genuine, capaci di interagire con gli altri in modo più sincero”

Comunque sia una cosa è certa: per le persone poco sincere la vita può diventare molto complicata. E uscire dalla ragnatela delle menzogne può diventare un’impresa.

Il cancro si curerebbe con il bicarbonato di sodio

Una buona notizia per tutti noi e una cattiva notizia per la case farmaceutiche. Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l’efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. Ecco il comunicato sul quale è scritto :”Il fondo da 2 milioni di dollari servirà a migliorare la misurazione sull’efficacia del bere bicarbonato di sodio nel curare il cancro al seno. E’ stato provato che bere bicarbonato di sodio riduce o elimina il diffondersi del cancro nel seno, nei polmoni, cervello ed ossa.”

In realtà, il bicarbonato di sodio è già utilizzato per la cura di malattie come l’influenza e il raffreddore; se assunto per via orale e transdermica, ecco che il bicarbonato potrebbe diventare una prima cura per iltrattamento del cancro, malattie renali, diabete.

La notizia non è priva di fondamento scientifico, anzi, è provata in questo documento della NCBI (National Center of Biotechnology Information)

In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei, non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato agirebbe come vero e proprio regolatore del pH influendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.

La scala del pH è come un termometro del nostro stato di salute, a tal punto che valori al di sopra o al di sotto di 7,35-7,45 possono segnalare sintomi di malattie o patologie gravi. Difatti, quando il corpo non riesce più a neutralizzare gli acidi, essi vengono trasferiti nei fluidi extracellulari e nel tessuto connettivo recando danni all’integrità cellulare.

Ovviamente un grado di pH del nostro corpo intorno ai valori 7,35-7,45 garantisce un giusto equilibrio fisico rendendoci più resistenti alle malattie. Questo significa che possiamo praticare la cosiddetta “cura del pH” avendo uno stile di vita sano ed alimentandoci nel modo giusto. Sicuramente, invece, per avere risultati nell’ambito delle cure per il cancro dovremo aspettare che le sperimentazioni siano portate a termine, cosa che procede a rilento a causa della mancanza di fondi soprattutto da parte delle case farmaceutiche.

 In quest’ultimo caso infatti la domanda è d’obbligo: quali sarebbero le ripercussioni per le case farmaceutiche? Sicuramente ne risentirebbero negativamente in quanto diminuirebbero domanda e consumi per medicinali chemioterapici, per la cura del cancro in genere, per la cura delle malattie come diabete e malattie più comuni come influenza e raffreddore. Un bel problema per le case farmaceutiche, un problema risolto per la nostra salute e per il nostro benessere.

La neve chimica

Nevica in Val Padana, ma i fiocchi non provengono dalle nuvole. E’ lo strano e raro fenomeno della neve chimica che si crea quando si verificano due condizioni: il grande freddo e l’inquinamento.  Succede nelle aree industriali padane. Si tratta di una precipitazione nevosa originata dalla nebbia in condizioni di basse temperature in presenza di sali e polveri e altre sostanze prodotte dalle industrie e dalle città. Le immagini si riferiscono a varie zone del Mantovano dove il fenomeno si protrae da qualche giorno. Per gli esperti, la neve chimica è la dimostrazione di come lo smog influisca sul clima.