Musica Su iPhone

Probabilmente gli utenti di iPhone non sapevano di poter alzare così tanto il volume. Un utente Twitter  ha svelato il trucchetto per migliorare le prestazioni degli altoparlanti: basta andare su ‘settings’, scegliere ‘music’, digitare ‘EQ’ e infine cliccare ‘Late Night’ dalla lista, il tutto mentre la musica sta suonando. 

Non è come averlo infilato nelle casse ma il volume risulta comunque molto più alto del normale. Il web ringrazia sentitamente.

EIW: gli Eterni Incazzosi da Web

Sono tanti e sono arrabbiati. A prescindere. È la nuova razza, in servizio permanente sul web: quella degli eterni incazzati.

È possibile stilare un identikit. La politica c’entra poco: sono di sinistra e destra. Idem il sesso: uomini e donne, qui, pari sono. Gli « Eiw » (Eterni Incazzosi da Web) appartengono a precise sottocategorie. La prima è quella del Fan-boy. Spesso giovani, ma non necessariamente, si incarogniscono se osi criticare l’idolo di riferimento: la squadra per cui tifano, il musicista, il gruppo. Se avessi picchiato la loro madre, si sarebbero arrabbiati di meno. La seconda sottocategoria è quella dell’Invidioso. Accusa sempre il proprietario del blog di «scrivere così perché sei invidioso». L’idea che si possa avere delle idee non agiografiche senza per questo tradire rancore è inimmaginabile: persino se critichi Ghedini, «lo fai perché sei invidioso» (pensateci: esiste qualcuno in grado di invidiare Ghedini? No). La terza è il Tipaganopure. Tono del commento tipo: «Per scrivere ‘ ste cazzate ti pagano pure?». Quarta sottocategoria:Duroepuro. Magari di lavoro costruisce mine antiuomo e si prostituisce, ma quando commenta i pareri altrui è sempre più duro e puro. Rinfacciando chissà quali incongruenze politico-morali. Quinta: la Zecca. Ovvero la tipologia di commentatori che segue un autore in ogni cosa che fa, denigrandolo a prescindere, che esso parli di Casa Pound o Maccio Capatonda. Sesta: il Fuorilegge. Vorrebbe essere un Black Bloc, ma ha paura anche della sua ombra. Così, in mancanza di meglio, si accontenta di (non) firmare parole da arresto seduta stante. E se una bomba esplode, lui scrive: «Bene così, peccato che non ne siano morti di più». Settima: il Troll. Interviene unicamente per seminare zizzania (e poi se ne va, per vedere l’effetto che fa). Ottava:Saisolocriticare. Da un articolo di dieci righe, si aspettano analisi esaustive, capaci di spaziare dai presocratici al Kit Kat bianco: se non le trovano, lamentano l’incapacità dell’autore di elaborare teorie propositive valide. Nona: i Noncicapisciniente. Quelli che puntano sulla incompetenza del blogger. Decima: i Nonsochefare. Quelli che stanno in Rete perché non hanno prospettive migliori. E forse odiano i blog altrui perché, puntuali, gli ricordano le troppe pagine bianche nella loro vita.

Dieta tecnologica e obesi multimediali

Facebook liteBisognerebbe rispondere all’email, ma poi c’è il twitter da aggiornare, lo status su facebook da modificare, la chiamata sul cellulare da evitare, il messaggio da inoltrare, il link da vedere…La tecnologia aiuterà pure, ma essere sottoposti a continui stimoli può far davvero male al nostro cervello.

È l’ora della «dieta tecnologica». Come a suo tempo si è rinunciato a zuccheri e grassi, così bisognerebbe fare con telefonini e social network. Lo dice a gran voce una ricerca della prestigiosa università americana di Stanford: il continuo «switchare», per usare un (brutto) neologismo in tema, da un medium all’altro, procurerebbe dei danni alla memoria, sia sul breve termine che sul lungo. Perchè gli «obesi multimediali» non sarebbero più in grado di applicare filtri tra un compito e l’altro, distratti da una continua e irrilevante mole di informazioni. Proprio uno studio della Stanford, dimostrava proprio che gli ipertecnologici erano meno capaci di altri meno «drogati» nel cimentarsi in operazioni «multitasking».

Noi ci ricordiamo di qualcosa che abbiamo appreso perchè qualcuno, in carne ed ossa, ce l’ha comunicato o insegnato: il paradosso di questo ipertecnologismo è il bombardamento continuo di stimoli che alla fine son però “freddi” e vuoti. Non rievocheremo fra dieci anni il contenuto di una conversazione al cellulare o di una e-mail».


I nemici del sesso

Amore e sessoLui, lei e il computer (o lo smartphone). Nell’Italia che va di fretta il terzo incomodo è la tecnologia, padrona anche in camera da letto. Circa 3 uomini su 10 (28%) trascorrono tutte le serate tra mouse e tastiera, mentre quasi una donna su 2 (43%) non si separa dal telefonino nemmeno sotto le lenzuola. Ma nella “tecno-alcova” la passione sta stretta e la coppia rischia di scoppiare: con pc e cellulari accesi a oltranza la frequenza dei rapporti sessuali cala, fino al 70% in meno.

Oltre alla tecnologia anche l’alcol, il fumo, la droga, l’obesità, la mancanza di sonno, lo stress, la sedentarietà, il dolore e le malattie sessualmente trasmissibili. Risultato: il 29% dei maschi e il 35% delle femmine giudica insoddisfacente la propria vita sessuale.

Ma tra le cattive abitudini che deprimono la libido la “tecnomania” la fa da padrone: se infatti si considera anche chi ammette di usare il computer di sera «ogni tanto» (67% dei maschi e 66% delle femmine), la quota dei nottambuli del pc arriva a coprire il 95% degli uomini e l’84% delle donne. Tuttavia riscuotono successo anche gli altri nove nemici dell’amore: alcol e droga in primis, spesso considerati addirittura degli “aiuti” per migliorare le performance. Passando al capitolo sigarette (una minaccia per la fertilità, oltre che per il desiderio e l’efficienza sessuale), dice di fumare il 37% dei maschi e il 24% delle femmine. E ancora: 4 uomini su 10 mangiano di regola cibi poco sani, senza pensare che gli errori a tavola si pagano anche a letto; una donna su 5 prova dolore nei rapporti intimi ed è malata di stress; il 75% delle femmine e il 53% dei maschi dormono male abitualmente o ogni tanto; il 13% degli uomini e il 42% delle donne ritengono di avere sofferto di almeno una malattia sessualmente trasmissibile; quasi un quinto degli uomini e un terzo delle donne non fanno mai sport. E sono proprio i problemi con Morfeo e la pigrizia a preoccupare di più gli esperti. Secondo uno studio inglese, 7 coppie su 10 sono troppo stanche per fare l’amore e 2 su 3 trovano energie per il sesso soltanto nel weekend. Quanto alla sedentarietà, raddoppia il pericolo di depressione, triplica la vulnerabilità a fumo, alcol e droghe e nelle ragazze moltiplica i disturbi mestruali. Senza contare che «gli sportivi, allenati alla disciplina e al senso etico – osserva Alessandra Graziottin, direttrice del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano – riescono a controllare meglio anche gli impulsi sessuali»

Documenti grandi


Ecco alcuni servizi online per inviare i file direttamente tramite email oppure per “parcheggiarli” sui server disponibili fino a quando il destinatario non li recupererà e, comunque, per un periodo di tempo limitato. Sono gratuiti e, nella maggior parte dei casi, non richiedono registrazione

WeTransfer (https://www.wetransfer.com/) Permette di inviare file fino a due giga e non richiede registrazione. Una volta collegati è sufficiente selezionare il file da inviare, inserire indirizzo di posta elettronica del destinatario, indirizzo email personale e, a scelta, anche un messaggio. 

Filedropper (http://www.filedropper.com/) Per caricare file fino a 5 Gb. Una volta eseguito l’upload si ottiene un link che può essere condiviso con i destinatari. 

Filemail (http://www.filemail.com/it/) Per inviare file fino a 2 Gb. Non richiede registrazione. Ha anche un account Premium (fino a 10 Gb) a 4 dollari al mese e una versione Corporate a 45 dollari al mese per file superiori ai 10 Gb. 

QuickBigFile (http://quickbigfile.com/) Consente l’invio di file fino a 2.5 Gb. Il suo utilizzo è molto semplice: è sufficiente caricare il file, impostare indirizzo del mittente e del destinatario e riempire il corpo del messaggio. I file rimangono su QuickBigFile per 30 giorni. E’ anche possibile ricevere una mail di notifica nel momento in cui il destinatario effettua il download. 

Yousendit (http://www.yousendit.com/) Permette di inviare fino a 2 Gb di file. Una volta caricato, il destinatario riceve una mail con un link dove poter scaricare il contenuto. Il file rimarrà disponibile per una settimana e poi verrà cancellato. Per spedire file più grandi e più velocemente esiste anche il software Yousendit Express (http://www.yousendit.com/cms/standalone-app) disponibile per WIndows e Mac. 

TransferBigFiles (http://transferbigfiles.com/) E’ possibile inviare gratuitamente fino a 2 Gb di file. Il contenuto rimane disponibile per 5 giorni, oppure per 30 se avete effettuato la registrazione al servizio. 

Megaupload (http://www.megaupload.com/) E’ possibile inviare gratuitamente file fino a 1024 Mb. Si clicca su Sfoglia, si sceglie il file da caricare. Alla fine del percorso si ottiene una Url da poter condividere. 

Fileurls (http://fileurls.com/) La differenza rispetto agli altri servizi è che permette di inserire una password per proteggere i file e di scegliere per quanti giorni renderlo scaricabile 

PipeBytes (http://host01.pipebytes.com/) Non richiede registrazione e non è necessario inserire la propria mail o quella del destinatario. Una volta caricato il file viene prodotta una url da condividere. Stream File (http://www.streamfile.com/) Permette di inviare file fino a due giga, il funzionamento è identico ai servizi precedenti.

Sul Web è incubo ingorgo


Anche Internet "invecchia"? È vero che la rete potrebbe rimanere congestionata come la tangenziale alle otto di mattina, finendo col trattare i file di YouTube come automobili in coda, ingolfata dalle nostre abitudini che "mangiano banda passante"? Ci ritroveremo a rosicchiare le unghie mentre il sito non appare, sperando che qualcuno ci offra una corsia preferenziale? E sarà vero che la rete diventa di mese in mese sempre più vulnerabile agli attacchi dal "lato oscuro della forza ", spie e gangster virtuali, sempre all’opera per mettere in atto qualche truffa o lavorare per conto terzi nello spionaggio politico e industriale? Su questo c’è scontro tra scienziati e "allarmisti". 

Che sia necessario innovare è un’idea che trova d’accordo anche Tim Berners-Lee, uno dei due inventori del World Wide Web che ha detto a Madrid: "Il web del futuro, ovvero il web 3.0, sarà senza barriere, più accessibile per tutti e da ogni tipo di dispositivo, dal telefono all’ebook". Ma il fisico che al Cern, insieme a Robert Caillau, concepì nel 1989 il servizio che oggi ci fa navigare tutti, ha una visione ottimistica, aperta e collaborativa della rete. Si fida di chi "ci vive" e più che sui pericoli mette l’accento sul concetto di "apertura" e circolazione di notizie, conoscenze e tecnologie. 

Ci sono invece gli allarmisti. "La rete ha dei limiti" ha scritto Libération pochi giorni fa. Ripetendo le accuse a loro volta contenute in una lunga inchiesta di John Markoff, giornalista del New York Times, sì, ma anche tecnologo e docente a Stanford, che nel febbraio scorso ha messo a rumore l’ambiente con il suo saggio-provocazione: "Abbiamo bisogno di una nuova internet?". Markoff riprendeva le tesi dei tecnologi del Clean Slate Program, un gruppo di lavoro che proprio nella sua università sta mettendo a punto gli elementi base di una internet "più sicura". 

 

Continua la lettura →

Perché il mio mouse senza fili non è attaccato al computer?


"Come faccio a far uscire di nuovo il porta tazza?", "Può disporre la tastiera del mio computer in ordine alfabetico?". E ancora: "L’ascensore del mio palazzo si è fermato. Mi può aiutare?". Tecnologia e comuni mortali, quando il computer finisce nelle mani delle persone sbagliate il risultato è un’esilarante richiesta di aiuto ai servizi di assistenza informatica. Robert Half, direttore di una importante azienda americana che fornisce professionisti dell’informatica, dai disegnatori di siti web fino al personale addetto al supporto tecnico, ha riunito in un divertente studio pubblicato sul sito Robert Half Technology le 1400 domande più improbabili ricevute da oltre cento impiegati di centri di assistenza informatica sparsi su tutto il territorio degli Stati Uniti. 

La domanda più gettonata riguarda un classico dell’analfabetismo informatico: il lettore cd, integrato all’interno di molti portatili o presente nel case, viene comunemente scambiato per un supporto destinato all’appoggio delle tazze da caffè. Grazie allo studio di Robert Half si scopre però che davanti al malfunzionamento dei computer gli umani possono avere strane reazioni. 

"Perché il mio mouse senza fili non è attaccato al computer?", oppure, "Il mio portatile è stato investito da un camion. Secondo lei cosa dovrei fare?", ma anche, "Come faccio a leggere le mie e-mail?" e infine "Il mio computer mi dice di premere un tasto qualsiasi per continuare? Dove si trova il tasto qualsiasi?". Nella classifica delle domande più strane sono queste che si piazzano nella top ten. Seguono altre insospettabili richieste come: "Lei potrebbe resettare Internet al posto mio?", o, "Ci sono dei biscotti a forma di animaletto nel mio lettore cd. Cosa faccio?", per finire con "Salve, mi potrebbe costruire un robot?". 

Lavorano con i computer, conoscono ogni dettaglio di quelle macchine infernali e questo basta a far credere a centinaia di persone che i tecnici informatici siano dei cervelloni capaci persino di andare sulla Luna. La scoperta più sorprendente della ricerca effettuata dalla Robert Half Techonology è che, nella maggior parte dei casi, le domande più bizzarre sono proprio quelle che esulano dal funzionamento dei computer. "Potrebbe installare lo stereo nella mia auto?", "Può riparare la mia macchina da scrivere?", "Quando ci mette a cuocere una patata nel forno a microonde?". E ancora. "Mia figlia è rimasta chiusa in bagno. Potrebbe venire ad aprire la porta?", "Quali sono le previsioni del tempo per il prossimo anno?", "Lei è in grado di riparare la mia moto?". Veggenti, meccanici, ascensoristi e persino esperti di cucina, ecco fino a dove dovrebbero arrivare le competenze di un tecnico informatico secondo molti utenti americani. 

Katherine Spencer, direttore esecutivo della Robert Half Technology, sostiene che queste richieste così bizzarre sono, oltre che comiche, un metodo per capire quali dovrebbero essere le conoscenze essenziali di un ufficio informazioni e di un servizio di supporto tecnico. "La ricerca ha fatto emergere nuove esigenze per il settore: ora sappiamo che un impiegato del servizio di assistenza non deve solo essere preparato ma anche dimostrare doti di pazienza, empatia e senso dello humour". 

Uno spazio a parte è stato dedicato alle domande che riguardano animali domestici e computer. Ecco alcune tra le più originali: "Salve, il mio server è caduto su una lucertola e l’animale è rimasto ucciso. Cosa faccio?", "Aiuto, una puzzola ha divorato tutti i cavi del mio computer" e infine "Potrebbe aiutarmi a far sparire i topi dal tetto?". 

Più che problemi legati al funzionamento del computer a volte gli utenti sembrano riversare sul personale del servizio di assistenza frustrazioni e disagi di natura più profonda. Cosa pensare del cliente che chiedeva dettagli su come bloccare la ricezione delle e-mail inviate dal direttore? Oppure di chi avrebbe preferito non ricevere e-mail il venerdì? O ancora di chi voleva installare la tv via cavo direttamente sul proprio portatile? A metà tra il timore reverenziale e la più innocente curiosità, c’è anche chi spera di trovare al numero verde risposte che neanche gli scienziati sanno dare: "Scusi, dove scarico il software per seguire la rotta degli Ufo?".